FARE LIBRI LIBERI

Rassegna di autrici e autori autoprodotti

Novembre 2011 – Aprile 2012

Marghera, Ateneo degli Imperfetti – Via Bottenigo 209 (VE)

In collaborazione con Unica Edizioni


Murale di Blu nel sito www.blublu.org


Nel settembre scorso a Milano Federico Zenoni e Paolo Cabrini hanno realizzato un piccolo miracolo radunando a “LIBER – I Libri Liberi” le molte voci dell’editoria autoprodotta, autori e autrici che di solito procedono in ordine sparso, spesso annegando in situazioni improprie, quelle dell’editoria commerciale intendo, che celebra se stessa nelle mostre infarcite di scrittori alla moda e copertine patinate.

Partecipare a LIBER ha significato una full-immersion nella forza creativa della parola e della materia, nelle forme reinventate dei libri di Zenoni con la Casa Editrice Libera e Senza Impegni, e di Cabrini con Edizioni Pratiche dello Yajé, per non parlare della irriverente e gagliarda editoria casalinga dei Troglodita Tribe.

Gli organizzatori non hanno fatto mancare nulla di ciò che si deve – dai tavoli alle vettovaglie, dai comunicati ai segnaposti e quant’altro – però hanno fatto piazza pulita delle stucchevoli convenzioni dei saloni dell’editoria, delle gerarchie e dei piedistalli. Sicché siamo stati benissimo nelle due giornate milanesi, la tentazione di prolungarne i benefici effetti è irresistibile.

Da qui l’idea di portare nella terraferma veneziana gli espositori di LIBER, che saranno invitati dall’Ateneo degli Imperfetti a Marghera in collaborazione con Unica Edizioni. L’Ateneo non è un luogo qualunque, è prima di tutto un gruppo di persone, militanti di antica data,  affiatate da legami di amicizia e dalla vocazione libertaria. Il gruppo ha riattato una piccola casa collocata in posizione singolare, alle spalle della sterminata cittadella industriale di Porto Marghera, nel crocevia tra Marghera, Mestre e la Riviera del Brenta. Con cadenza settimanale, l’Ateneo ospita presentazioni di libri e conferenze, ma anche feste e convivialità, proponendo nel territorio un’esplorazione della contemporaneità in chiave antiautoritaria.

È il luogo giusto per dare un seguito a LIBER nel corso dell’anno. Un primo passo per realizzare quel circuito di editoria autoprodotta del quale spesso si è parlato, essendo necessario come l’aria, ma che non può realizzarsi in uno spazio qualsiasi e purchessia.

ateneo degli imperfetti 003

Autoeditare è un modo di essere, di stare al mondo. Negli appuntamenti con l’autoeditoria  incontreremo storie eccentriche, biografie insolite. Si andrà a curiosare nella materia vivente dell’autoproduzione per esplorarne le difformità, perché l’autoproduzione  risponde a bisogni esistenziali diversi da individuo a individuo.

Così il primo appuntamento, in novembre, sarà con Paolo Cabrini e le edizioni Pratiche dello Yajé (http://pratichedelloyaje.blogspot.com) . La dimensione spirituale che ha spinto Cabrini a conoscere lo sciamanesimo degli Indios dell’Amazzonia attraverso il contatto diretto, è la stessa che ha originato l’associazione Yanantin a Lasnigo (Como), da lui creata con la moglie, e a dare vita a Pratiche dello Yajé, dove trova espressione la creatività condivisa con gli ospiti che fanno visita a casa Yanantin. La formazione artistica di Cabrini presso l’Accademia di Belle Arti ci consentirà di aggiungere, alla storia raccontata, la pratica del fare libri manuali. Avremo una tranche di “editoria casalinga”, utile a quanti hanno deciso di sbarazzarsi una volta per tutte degli standard della grande industria editoriale.

In dicembre l’Ateneo incontrerà Collane di ruggine (http://collanediruggine.noblogs.org) con la rivista di narrativa fantastica Ruggine, autoprodotta da reginazabo e pinche. I nickname indicano da soli un modus operandi nel quale convivono la comunicazione in web e il contatto personale dei reading. L’esperienza di Collane di ruggine è fondamentale come antidoto ai social network, sui quali l’editoria commerciale ha messo le mani da quando è travolta dalla crisi del cartaceo. Autogestire la rete, saldare il virtuale al reale, sono il motivo del forte interesse suscitato da Ruggine, ma suggestivi sono anche i contatti che Ruggine mantiene con lo SteamPunk, movimento letterario che rivisita il mondo dell’età vittoriana scardinandolo con gli elementi di una  tecnologia visionaria ed eversiva. Reginazabo, autrice e traduttrice, ce ne parlerà.

In gennaio incontreremo Seautòs Produzioni (www.seautos.it) di Alberto Rizzi. Architetto, trentino di nascita ma residente a Rovigo, Alberto Rizzi è l’emblema dell’autore votato alla sperimentazione, con un percorso underground che va dall’Arte Postale, una delle forme d’arte più seducenti dell’epoca contemporanea, alle collaborazioni con il gruppo di Teatro Sperimentale “Luther Blissett”,  personaggio d’invenzione e pseudonimo collettivo con il quale svariati scrittori, artisti e riviste negli anni Ottanta e Novanta hanno ingaggiato una battaglia desacralizzante contro i mass-media.  Dopo il 2000 Alberto Rizzi ha realizzato cortometraggi autoprodotti sotto la sigla Seautos Produzioni. Numerose le sue pubblicazioni che si affiancano alla scrittura autoprodotta; sarà interessante scoprire come dialogano tra loro l’editoria e le autoproduzioni. Dal suo volume autoprodotto “Moto in luogo” ci leggerà alcune composizioni. E non è un caso se la scelta è caduta su quest’opera, tutta dedicata alla casa e ai suoi oggetti. La casa infatti – o meglio, la casa aperta – sembra essere uno dei luoghi preferiti per la diffusione dell’autoeditoria, fronte di resistenza contro una dimensione pubblica diventata irrespirabile. Penso alla già citata editoria casalinga, o alle “presentazioni in casa” di Sinopia edizioni, o al circuito Home to Home di Unica Edizioni.

In febbraio Mauro Sandrini, ingegnere e sociologo (www.elearningeinnovazione.org), presenterà Elogio degli ebook,  di cui è autore. È  il singolare pamphlet di un cultore del libro, che entra in contatto con l’immaterialità dell’ebook. Il vissuto personale si intreccia con l’acuta osservazione delle trasformazioni sociali prodotte dall’editoria digitale. La convinzione dell’autore è che la tecnologia digitale consenta di rimodulare le relazioni sociali in modo migliore e più umano. Se questo sia vero e convincente sarà motivo di confronto.

Parteciperà all’incontro, per la lettura ad alta voce di alcune pagine, Gigi Pozza (www.mengwee.it), autore a sua volta e  cantautore del gruppo Elias Mengwee, che in passato ha realizzato spettacoli teatrali all’Ateneo. Un teatro minimalista, come si conviene al luogo, e di grande talento.

Ingresso dell’Ateneo degli Imperfetti

ateneo degli imperfetti 005

In marzo torneranno all’Ateneo libelli libroidi e segnalibri della Casa Editrice Libera e Senza Impegni (www.myspace.com/liberaesenzaimpegni) creata a Milano da Federico Zenoni “per l’autoproduzione di manufatti artistico-editoriali e sonori a tiratura limitatissima e saltuaria, realizzati artigianalmente con materiali riciclati e sopravviventi nel mondo extramercantile del baratto postale”. E’ un ritorno di Zenoni all’Ateneo, appunto, dopo la festa d’artista a lui dedicata nel giugno scorso (2010). L’intenzione è di fare il bis e divertirci. Questa volta saremo concentrati sui libri, sacrificando le serigrafie. Ma ci darà di nuovo manforte Gigi Pozza per la lettura ad alta voce di qualche brano di “Rapina”, racconto scritto da Zenoni, e “Sfratto! Manifesto per un’arte futura” di Francesco Porzio, materializzato in libroide cartaceo dalla Casa Editrice Libera e Senza Impegni. Quest’ultimo è una co-produzione fra autore e grafico, una pista interessante per gli scrittori che si trovano in difficoltà quando devono materialmente produrre il proprio libro.

Concludono in aprile questa prima tranche di incontri le Edizioni Lieve Malore (www.lievemalore.blgospot.com) di Mestre con “Psicocarcere”, presentato per la prima volta a LIBER 2011 da Marco Parente. Contiene la testimonianza di un ex-internato in un Ospedale Psichiatrico Giudiziario. Scritto sotto lo pseudonimo di Principe di Micronesia, “Psicocarcere” racconta senza filtri “la discesa nel baratro della perdita dell’equilibrio e la reclusione tra i matti cattivi“. Lieve Malore autoproduce anche  la fanzine La Carta di salame, una tossic-zine, come la definiscono gli autori.

Il programma degli incontri arriva fino ad aprile. Una previsione di sei mesi è già una sfida alla prudenza; oltre per il momento non si può andare, considerando che l’iniziativa è autogestita. Un “lieve malore” vuoi degli organizzatori vuoi degli ospiti può mandare all’aria il calendario, che perciò va inteso come una traccia. Ma il calendario è aperto e potrà essere integrato strada facendo. L’ambizione è di creare un continuum, un appuntamento mensile fisso per quanti autoproducono e siano attratti, per “affinità elettiva”, dall’ispirazione libertaria che contraddistingue l’Ateneo.

Tuttavia, se l’iniziativa continuerà, molto dipende  dall’interesse che saprà suscitare. Siamo tutti impegnati. Per il momento si dà un assaggio generale dell’autoeditoria, che a mio avviso non si identifica nel libro realizzato manualmente né in quello digitale o nell’oralità di un reading, ma comprende tutte queste forme di comunicazione, così come non ha limiti di genere né di linguaggi. Il minimo comune denominatore, essenziale per l’identità dell’autoeditoria, è invece il fatto che l’autore si assume la responsabilità di gestire in prima persona, senza delegare a un editore, tanto la produzione del libro quanto la sua circolazione. Il secondo aspetto è quello in genere sottovalutato dagli autori, ma è decisivo. Proprio nella circolazione del libro, intesa in senso lato, il libro comincia davvero a esistere, perché entra in gioco “il pubblico”. Pubblicare vuol dire, letteralmente, “rendere pubblico”. La circolazione dei contenuti culturali coinvolge una rete di  relazioni sociali e di soggetti, dai canali della distribuzione ai mass-media che ne danno notizia, dalla pubblicità alle istituzioni culturali, i quali svolgono una funzione di intermediazione con il pubblico e ne orientano le scelte. L’autoeditoria deve reinventare da cima a fondo la rete sociale che si intreccia nel libro. LIBER è un passo importante in questa direzione, perché è stato un salone autogestito e autofinanziato, promosso da autoproduttori. Gli incontri all’Ateneo proseguono in questa direzione: qui soggetto attivo della circolazione è un gruppo – l’Ateneo, appunto – che a sua volta autoproduce cultura con modalità antiautoritarie.

La rassegna avrà il titolo “Fare Libri Liberi”, in continuità con “LIBER – I libri liberi”  (http://blog.libero.it/LIBERsalone). Fare libri nel senso di produrli, ma anche di farli circolare in modo libertario. Il sottotitolo si collega idealmente ad “Aut-Aut – Rassegna di autori e autrici autoprodotti” realizzata a Venezia nel  gennaio del 2007 da Unica Edizioni e Scoletta dei Misteri, primo tentativo di aggregare le esperienze locali di autoproduzione letteraria.

Si farà, poi, la seconda edizione di LIBER, nella versione itinerante prospettata a Milano? Vedremo. Intanto all’Ateneo allestiremo una piccola mostra permanente di autoproduzione editoriale. Si cercherà di raccogliere testimonianze del già fatto. Raccomandiamo intanto la lettura, e la messa in pratica, di “Fatti i libri tuoi” (qui sottto), breviario di editoria casalinga, edito da Troglodita Tribe, e la visione dei video realizzati da Nicholas Bawtree, caporedattore di Terra Nuova, mensile per l’ecologia della mente e della decrescita felice.

“Fatti i libri tuoi”, breviario di editoria casalinga dei Troglodita Tribe, dal sito www.trogloditatribe.wordpress.com

Arrivederci a tutti,

Claudia Vio

Mestre, 9 Ottobre 2011

Info: claudia.vio@alice.it; digasta@tin.it

Link dei video di Nicholas Bawtree:

http://www.youtube.com/watch?v=k1OkerRp2n4

http://www.youtube.com/watch?v=-8Ksgi5JsM8

Comments are closed.