Unica Edizioni

Alcuni anni fa, quando ho cominciato a proporre i miei racconti a alle case editrici, ricevevo un rifiuto. Gli editori non volevano pubblicare racconti, dicevano che questo genere letterario non aveva un “mercato”. Mi consigliavano di scrivere un romanzo, biglietto da visita indispensabile per essere accreditati come scrittori.
Unica EdizioniLa lentezza dell’editoria, unita ad altre considerazioni sulla sorte degli autori inediti, mi ha convinta a creare, nel gennaio del 2006, una minuscola casa editrice, Unica Edizioni, con la quale mi prendo cura personalmente di far camminare nel mondo le mie storie. Non pubblico altri autori, solo me stessa.
Con Unica Edizioni hanno visto la luce nel 2006 La vocazione delle donne, raccolta già finalista al Premio Calvino 2001, e la postfazione Dopo l’ultima parola di Alessandra Pagan (2007). Nell’ottobre 2008  ho iniziato la collana di racconti brevi Istantanee di anime in pena e nel 2009 la collana Sit-in. Ogni collana forma una raccolta in fieri, potenzialmente illimitata.

L’autoeditoria

Unica Edizioni nasce come casa editrice di racconti per i quali non c’era un posto pubblico. Racconti ai quali era interdetto il rapporto con i lettori, nutrimento indispensabile per la scrittura.
Di fronte a un’esclusione, tante sono le possibili risposte.
Io ho scelto di inventare ciò che non c’era, rifiutando sia l’autopubblicazione, nella quale si esaurisce il soggettivismo narcisistico dell’autore, sia la pubblicazione a pagamento, mortificante e subalterna. Ho preferito percorrere il sentiero stretto di un’editoria a misura d’autore, cercando le forme di pubblicazione più adatte a raccogliere un piccolo gruppo di lettori intorno ai miei racconti e a costruire con loro un dialogo.
Nell’autoeditoria l’autore non si sottrae alle responsabilità tipiche dell’editore: produrre, vendere, informare, diffondere libri; soprattutto, è costretto a chiedersi perché vuole farlo e qual è il suo posto nel mondo.
L’autore-editore si misura con queste difficoltà, ma, a differenza di qualsiasi altro editore, ha la libertà di subordinare l’urgenza del profitto a quella più incalzante della scrittura.
L’autorialità orienta e dirige le scelte editoriali.
L’autoeditoria non nasce dal nulla. L’autoproduzione, nelle sue valenze politiche libertarie e alternative, ha una lunga storia alle spalle. è il mio punto di partenza ed è l’orizzonte nel quale agisco con Unica Edizioni.
In questa direzione ho promosso varie iniziative a sostegno dell’autoeditoria, da sola o in collaborazione con altri, tutte autoprodotte, autofinanziate e senza scopo di lucro, da Aut Aut – Rassegna di autrici e autori autoprodotti (Venezia, Gennaio-Febbraio 2007), organizzata con Antonella Barina, fino alla recente Fare Libri Liberi in collaborazione con l’Ateneo degli Imperfetti-Laboratorio di cultura libertaria (Marghera, Novembre 2011-Aprile 2012).

Alla narrativa affianco gli opuscoli Appunti di autoeditoria, che servono a fare il punto sul percorso compiuto.
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La Vocazione delle donne

La vocazione delle donne è il primo libro partorito da Unica Edizioni. Contiene i racconti dell’omonima raccolta, finalista al Premio Calvino del 2001 dedicato agli inediti. In quella occasione, nel lavoro di cernita di qualche centinaio di manoscritti, i miei racconti sono stati letti da Mario Ugo Marchetti, decano del Comitato di lettura. Lui ha redatto la scheda che mi riguardava. è stato il primo a cogliere il senso del mio linguaggio scarno, teso a ottenere il massimo di tensione emotiva.
Con La Vocazione delle donne mi sono tuffata nei piaceri del cartaceo costruendo ogni singolo elemento del libro, dalla scelta della carta alla copertina, dai caratteri di stampa all’impaginazione. Nella copertina la fotografia Senza titolo di Annalisa Ceolin appartiene a un gruppo di foto in bianco e nero dell’artista, di straordinaria intensità. Il nitore del dettaglio è portato fino al limite tagliente della crudezza, nel contrappunto con le sfumature di grigio, profonde e misteriose. Sono fotografie bellissime e avvolgenti, dove l’anima viene messa a nudo nella sua inquietudine metafisica. Ringrazio Annalisa per avermi concesso di iniziare la mia avventura nell’autoeditoria con un’opera che evoca tutto ciò che io, con la scrittura, vorrei saper fare.
Le locandine delle presentazioni della Vocazione delle donne, così come molte copertine delle prime edizioni dei racconti singoli, sono opera di mia sorella, Francesca Vio. Sono realizzate in formato A4 su carta paglia, con la stampante a getto d’inchiostro. Nel frastuono volgare dei richiami pubblicitari, le locandine di Francesca parlano a voce bassa, con discrezione ed eleganza.

Istantanee di anime in pena

Dopo la pubblicazione della Vocazione delle donne mi sono resa conto che raggruppare i racconti in raccolte è un modo di editare un po’ troppo “monumentale” per le mie esigenze. Perciò ho deciso di pubblicare alla spicciolata racconti singoli, aggregati in collane per affinità tematica e di sapori. Ogni collana è una raccolta in fieri, di durata imprevedibile. Nel 2008 ho iniziato la collana Istantanee di anime in pena. Contemporaneamente prendevano forma racconti più lunghi, nella collana Sit-in, per il momento solo abbozzata.

Il Circuito Home to Home

Nel 2008 ho pensato a un sistema di editoria diffusa e condivisa, circolante attraverso la rete domestica, e l’ho chiamato Circuito Home to Home.
Il circuito si basava sulla specularità fra l’autore/editore e il lettore: un’editoria a chilometro zero. Stampavo i libretti di Unica con la mia stampante casalinga. Chiunque, avendo a disposizione il pdf dei miei libretti, poteva a sua volta stamparli a casa propria identici all’originale, oppure variarne a piacere i materiali. A differenza di quanto avviene normalmente nei siti, che si limitano a rendere disponibile solo il testo, con l’Home to Home l’intero libretto era riproducibile in casa, copertina compresa, senza dover passare per le tipografie; gli originali erano pensati in vista di questa riproducibilità autogestita. La “tecnologia” minimalista utilizzata era quella nota come desktop publishing, cioè editoria da scrivania, adatta alle basse tirature dell’autoproduzione. I pdf del testo e della copertina erano disponibili gratuitamente nel web, con licenza Creative Commons e pronti per la stampa.

Gli epub

Durante l’estate appena trascorsa (2012), ho trasformato in epub i testi già pubblicati e ne ho aggiunto qualcuno di nuovo. In epub hanno preso forma La vocazione delle donne e Istantanee di anime in pena, tutti riveduti e corretti rispetto alle edizioni precedenti.
Ora le storie si sono disincarnate e vagano nell’aria. Si trovano ovunque ci sia una connessione Internet, disponibili in qualsiasi momento per chi voglia catturarle. Mi piace l’idea che abbiano la lievità di un respiro, che viaggino ai confini del mondo, che si acquattino nei tempi morti di un’attesa, alla fermata del treno o al tavolino di un bar. Le immagino appollaiate sulla spalla del lettore, come spiritelli.

Prima durante dopo

Prima di creare Unica Edizioni ho pubblicato poesie e racconti in riviste. Tra queste Lo Straniero e il Maltese Narrazioni, straordinaria opera collettiva degli anni Novanta che nel 2002 ha festeggiato il decennale con la raccolta antologica Collezione da Tiffany (Ed. EIG, 2002), ospitando anche un mio racconto.
Del 2008 è un’altra esperienza alla quale ho partecipato con piacere, l’antologia M’Ama? Mamme madri matrigne oppure no a cura di Annalisa Bruni, Saveria Chemotti, Antonella Cilento (Ed. Il Poligrafo, 2008): è una raccolta di autrici di tutta Italia, un’opera corale che ha creato amicizie durature e fonte di stimoli sempre nuovi.

Á rebours

Un passo indietro per tornare negli anni Settanta. Durante quel decennio, che ha coinciso con l’adolescenza, il mio interesse si è diviso tra la militanza politica nel gruppo anarchico Nestor Makhno di Marghera (i cui componenti hanno creato oggi l’Ateneo degli Imperfetti) e l’attività teatrale presso il Teatrino della Murata di Mestre. Scrivevo poesie, ma a quel tempo la letteratura era considerata un passatempo borghese, inviso un po’ da tutti. Ogni cosa scritta è rimasta nel cassetto.
Nel ’75-’76 ho cercato di far convergere militanza politica e creatività formando il Canzoniere Libertario con Annamaria Varagnolo, Roberto Montagnini e Lucio Quarantotto. Con Lucio e Roberto abbiamo autoprodotto un 45 giri in vinile con le loro canzoni: è in assoluto il primo disco con le canzoni di Quarantotto.
Qualche anno più tardi ho fondato un nuovo gruppo, Odradek, con Eva Viani, Riccardo Caldura e Lucio Quarantotto. Abbiamo organizzato reading di poesia in qualche locale notturno della città e raccolto testi autoprodotti da autori mestrini. Nei due anni di attività siamo stato generosamente ospitati nella galleria d’arte dell’associazione Verifiche 8+1.

Ateneo degli imperfetti